Progetto

 

La “CinePrOsa” di “Anno Zero”

 

"Anno Zero" è una produzione indpendente, un film low budget che rientra nel più articolato “Progetto CinePrOsa ideato da Milo Vallone.

 

Il progetto si pone come sintesi e punto di equilibrio tra il linguaggio teatrale e quello cinematografico.

 

CinePrOsa è una sintesi (crasi) tra il cinema e la prosa e intende azzerare l'effettistica di cui è pervaso il cinema degli ultimi decenni e limitare l’utilizzo della fotografia (straordinaria sintassi del linguaggio cinematografico) alla “cattura” e all’espansione dei "contenuti".

 

Questa intenzione può apparire oggi come “strana” e per certi versi “nuova” ma non rappresenta altro che il voler buttare un occhio al passato, a certa cinematografia italiana ed europea che non godendo all’epoca di alcun paragone con la straordinarietà di mezzi di cui oggi la cinematografia tutta sembra pervasa, non risultava né strana né nuova. Il cinema era quello e ci ha regalato non pochi capolavori. Il Cinema allora era semplicemente così. La “camera” catturava ed espandeva i contenuti di cui la storia si faceva portatrice.

 

CinePrOsa è una trilogia…Anno Zero è il primo episodio.

 

 

 

“Anno Zero”

Il lungometraggio è un “racconto di natale” che trae spunto da un racconto di Sartre scritto per il teatro e dal titolo “Bariona o il figlio del tuono” e incuriosisce molto come un filosofo e scrittore esistenzialista e ateo abbia trattato con commovente rispetto e convinta intensità il tema della natività del Cristo.

Ci sembrava, soprattutto in questo momento storico in cui tanto si dibatte sulla cristianità e sulla presenza di simboli religiosi negli edifici pubblici, una bella lezione di vero laicismo e nel contempo di profondo rispetto verso una imprescindibile cultura cristiana della quale i nostri popoli sono pervasi da duemila anni.

 

La storia è ambientata, come il titolo recita, nell’anno zero, il giorno prima della nascita di Cristo, in Galilea.

Il testo di Sartre ci sembrava tra le tante un’interessante lezione di convivenza di diverse professioni di fede, incluso l’ateismo. “Bariona o figlio del tuono” e di conseguenza il nostro “Anno Zero” ci appare come un’appassionante sintesi culturale. Una lezione, appunto.
Basti pensare al sottotitolo che dà Sartre all’opera: “Racconto di Natale per cristiani e non credenti”.

Il nostro “Anno Zero”, tra troupe e cast, ha visto impiegate n.52 persone tutte abruzzesi e così composte:
18 attori professionisti; 23 comparse; 7 tecnici, 4 responsabili di produzione.
A queste abbiamo il piacere e l’onore di aggiungere la partecipazione di un grande attore del teatro italiano: Edoardo Siravo, noto al grande pubblico anche per essere stato, per più di dieci anni, uno dei protagonisti della Fiction di Canale 5 “VIVERE”.

Il film è stato interamente girato in Abruzzo e precisamente nei comuni di: San Valentino e L’Aquila. Le location utilizzate per il film sono state monitorate con particolare attenzione tenendo anche presente il segnale di speranza e ricostruzione che ci preme dare con quest’opera. Gli edifici che nel film appariranno sono stati quasi completamente distrutti dalla ferocia dell’evento sismico che ha toccato la nostra regione lo scorso 6 aprile ed entrambi ristrutturati a tempo di record: il Castello Farnese di san Valentino in provincia di Pescara e la Basilica di Collemaggio a l’Aquila.

A tal proposito si specifica che il ruolo affidato a Edoardo Siravo, corrispondente con la figura del narratore che apre e chiude il film, è stato girato presso la Basilica di Collemaggio a l’Aquila durante i lavori di ristrutturazione, documentando così il lavoro di ricostruzione e mostrando come ancora oggi la forza della speranza, di cui il nostro film parla, sia un motore umano inarrestabile.

 

 

 

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